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mercoledì, Agosto 10, 2022

Roma, Mourinho non riesce a far decollare la squadra. Perché?

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Chi ha fatto due passi indietro, chi va a corrente alterna, chi non ha reso secondo le aspettative. Con José molti non sono riusciti a decollare. E i giallorossi perdono quasi una volta ogni tre

Undici sconfitte stagionali su un totale di 34 partite, quasi una ogni tre. Un bilancio quello di José Mourinho con la Roma che non può certo essere sufficiente, anzi. Ma perché lo Special One in giallorosso non decolla? Tante le concause: un mercato non all’altezza della situazione, i tanti torti arbitrali e una squadra che non sembra avere gioco e identità. Ma anche una rosa che si dimostra non adeguata, con tanti giocatori che o si sono involuti o sono regrediti.

La situazione—  

Anche a Milano, ieri sera contro l’Inter, si è vista una differenza non solo a livello di organizzazione di gioco, ma anche di singoli. Le individualità, insomma, quelle che lo stesso Mou ha chiamato spesso e volentieri in causa. Ci sono alcuni giocatori che hanno fatto uno o due passi indietro come Veretout o Mancini, che sembrano solo vecchi parenti rispetto ai giocatori ammirati in passato. Altri che non si sono dimostrati all’altezza e che Tiago Pinto ha portato in giallorosso tra giugno e gennaio spendendo oltre 30 milioni di euro (Vina, Shomurodov e Maitland-Niles). E altri ancora che sono da tempo nelle retrovie perché non considerati in grado di aggiungere qualcosa in più come Kumbulla e Carles Perez, che appaiono ogni tanto, solo in caso di estrema necessità.

Gli altri—  

E poi c’è Ibanez, che sembrava essere cresciuto e maturato nella prima parte di stagione, per poi naufragare del tutto in questo 2022, dove ha commesso più errori in un mese che non cose belle nel resto dell’intera stagione. Karsdorp va a corrente alterna, Cristante non è un regista (casella che Mou chiede invano di essere coperta da quando è arrivato) e soffre nel continuare a dover giocare in quella posizione. Insomma, sono tanti i giocatori che non riescono a decollare in questa gestione mourinhiana. E anche chi era arrivato e aveva convito subito, non riesce a cambiare l’inerzia ed il volto alla squadra. Parliamo ovviamente di Sergio Oliveira, che è un buon giocatore ma non un campione. E che da solo non può certo cambiare l’ordine delle cose. Adesso per il futuro la speranza è di riuscire a portare in giallorosso 4-5 pedine pesanti, che facciano la differenza. Stavolta, però, è davvero vietato sbagliare ancora una volta le scelte.

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