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venerdì, Maggio 27, 2022

Roma, le 3 mosse con cui Mourinho ha battuto l’Atalanta

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Il tecnico portoghese ha caricato l’ambiente e preparato la squadra nei giorni prima della partita. Ecco come è riuscito a dare scacco matto a Gasperini

José Mourinho non solo se lo sentiva, ma era talmente convinto che la Roma potesse fare risultato a Bergamo che ha cominciato a martellare la squadra su questo ben prima della vigilia della partita contro l’Atalanta. In tre mosse ha preparato lo scacco matto all’amico Gasperini e con lui la società (insieme hanno deciso di non fare la festa di Natale prevista a 3 giorni dalla partita) e i giocatori. Quell’empatia di cui Mou ha parlato spesso a Bergamo si è vista e si vede nel lavoro e nelle scelte di ogni giorno. Un esempio? Capitan Pellegrini raggiungerà moglie e figli a Dubai nei prossimi giorni per qualche momento di relax, ma porterà con sé un fisioterapista per allenarsi e recuperare dall’infortunio muscolare e tornare in campo a gennaio nel migliore dei modi.

Il video—  

Mourinho ha iniziato a preparare la vittoria di Bergamo contro l’Atalanta in sala video, mostrando ai giocatori le immagini della partita contro il Villarreal e ribadendo a tutti che a Bergamo: “Si può vincere”. Ha lavorato molto in campo – e in questo ha aiutato la settimana senza coppe – e ha lavorato molto sulla testa dei giocatori, convincendoli che la squadra di Gasperini, per quanto fortissima, era battibile. E la sfida con gli spagnoli in Champions, soprattutto la prima ora, lo dimostrava.

La conferenza—  

L’allenatore portoghese ha ribadito questo anche pubblicamente. Quella frase: “Andiamo a Bergamo per vincere perché il calcio è calcio” detta davanti ai microfoni serviva a infondere ancora più fiducia alla squadra. Ha portato con sé anche lo squalificato Felix, gli infortunati sono rimasti a Roma solo per non perdere preziose ore di lavoro, ma per quanto possibile ha voluto il gruppo al completo proprio per ribadire a tutti che lui ci credeva. E i fatti gli hanno dato ragione. “Se mi dite oggi: ‘José, resta a casa e arriva un pareggio’ io non accetto”, ha detto dalla sala stampa di Trigoria. Messaggio che la squadra ha recepito in pieno.

Lo spogliatoio—  

Stessi concetti ribaditi nello spogliatoio di Bergamo prima della partita e nell’intervallo. “Prima della gara – le sue parole – ho scherzato con i ragazzi dicendo che non avevo sentito il terremoto ma dovevamo esserlo noi. Così è andata”. Ovviamente Mou, se ci fossero stati danni gravi o vittime, non avrebbe mai pronunciato certe parole, si è potuto permettere il paragone proprio perché la situazione era sotto controllo e poteva pensare solo al calcio. Al campo. La squadra, anche in questo caso, lo ha recepito. E i tifosi pure, visto che mercoledì, per l’ultima dell’anno, riempiranno di nuovo l’Olimpico contro la Sampdoria con oltre 45mila presenze. Mou e la Roma chiamano, la gente risponde.

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